Acqua potabile

Attingere, decantare, filtrare, bollire

Data
c. 8400 a.C.
Epoca
Preistoria
Fase
II Insediamento
Difficoltà

Tavola

Legenda
  1. 1Canna del pozzo rivestita di pietra
  2. 2Vera, coperchio e argano
  3. 3Platea in pendenza e canaletta
  4. 4Giara di decantazione
  5. 5Letto di sabbia fine con lo strato biologico
  6. 6Ghiaia e tubo di uscita
  7. 7Pentola a bollore pieno

Anatomia

Caricamento della figura…

L'acqua sicura comincia da una fonte protetta, per esempio un pozzo rivestito e coperto, scavato a monte e lontano da latrine e recinti per animali. Quando l'acqua è dubbia, decantazione, filtrazione lenta su sabbia ed ebollizione eliminano o uccidono gran parte dei germi di diarrea, colera e tifo, ma nessuno di questi metodi toglie le sostanze chimiche disciolte.

Che cos’è

L’acqua che fa ammalare di solito sembra pulita. Il pericolo sta in batteri, virus, protozoi e uova di vermi che provengono quasi sempre da feci umane o animali. Colera, tifo, dissenteria e le diarree che uccidono ancora i bambini piccoli si trasmettono così.

L’acqua sicura nasce da una catena di abitudini: una fonte tenuta pulita, l’acqua dubbia chiarita con decantazione o filtrazione lenta su sabbia e poi bollita, e una conservazione attenta, perché basta un bicchiere o una mano sporca per contaminarla di nuovo.

Come funziona

La pioggia trascina gli escrementi da campi e cortili verso ruscelli e stagni. Il liquido di una fossa di latrina filtra nel terreno fino alla falda poco profonda, più in fretta attraverso la ghiaia o il calcare fessurato che attraverso l’argilla.

L’acqua sotterranea è di solito più pulita di quella di superficie, perché il terreno trattiene particelle e microbi. Un pozzo conserva questo vantaggio se il rivestimento con malta nella parte alta, la vera, il coperchio e la platea in pendenza impediscono al ruscellamento e all’acqua versata di entrare nella canna.

Molti germi si attaccano alle particelle di limo e di argilla. Quando l’acqua torbida resta ferma qualche ora, le particelle scendono sul fondo e ne portano con sé una parte. La sola decantazione non rende l’acqua potabile.

Un filtro lento a sabbia è soprattutto un sistema vivo. L’acqua scende attraverso la sabbia fine a pochi decimi di metro all’ora. Nelle prime settimane, nei centimetri superiori si insedia uno strato di batteri, alghe e organismi minuscoli. Le particelle vi restano attaccate, i microbi dello strato si nutrono di molti dei patogeni trattenuti e altri muoiono prima di attraversarlo. Alcuni batteri e molti virus passano comunque: il filtro migliora l’acqua, ma da solo non la rende sicura.

L’ebollizione uccide con il calore. Secondo l’OMS, portare l’acqua a bollore pieno basta a inattivare batteri, virus e protozoi patogeni. Contro le sostanze chimiche il calore non può nulla.

Come fare

Scegliere e proteggere la fonte. Meglio una falda protetta o una sorgente captata, poi la pioggia raccolta da un tetto pulito e solo per ultimi fiumi e stagni. Collocate il pozzo a monte di ogni latrina, ad almeno 30 m e di più nella ghiaia o nella roccia fessurata, e tenete lontani gli animali con un recinto a circa 15 m, come suggerisce l’OMS. Lavate i panni e abbeverate il bestiame a valle.

Scavare e rivestire il pozzo. Scavate una canna di almeno un metro di diametro e rivestitela di pietra o mattoni man mano che scendete. L’OMS raccomanda di rendere stagni almeno i primi 3 m, con giunti di malta, mentre il rivestimento sotto il livello dell’acqua resta aperto per lasciar entrare la falda. Alzate una vera, mettete un coperchio e costruite intorno una platea impermeabile larga almeno 1 m, unita alla vera e in pendenza verso una canaletta che porti l’acqua versata a valle. Riservate al pozzo una corda e un secchio e non appoggiateli mai a terra. Un pozzo nuovo o allagato va disinfettato e, se possibile, l’acqua va analizzata; nel frattempo bollitela. Scavare o pulire un pozzo profondo è lavoro da pozzai esperti, mai da una persona sola.

Acqua torbida versata attraverso una stoffa piegata tesa sulla bocca di un vaso di terracotta Una stoffa piegata più volte trattiene il limo e il plancton a cui si attacca il vibrione del colera.

Decantare e colare. Lasciate riposare l’acqua torbida qualche ora in una giara coperta, poi versate la parte limpida senza smuovere il deposito. Passatela quindi in una stoffa di cotone pulita piegata in più strati. In villaggi del Bangladesh, un sari piegato in otto strati ha ridotto il colera quasi della metà.

Costruire un filtro a sabbia. Queste misure danno il principio; un progetto collaudato, come il filtro a biosabbia del CAWST, precisa granulometria della sabbia e portata. Prendete un recipiente stagno alto circa 0,9 m. Sul fondo mettete ghiaia intorno all’estremità di un tubo di uscita, sopra sabbia più grossa e poi almeno mezzo metro di sabbia fine lavata. Fate risalire il tubo all’esterno in modo che la sua estremità stia circa 5 cm sopra la superficie della sabbia; quando il flusso si ferma, controllate che restino circa 5 cm d’acqua sopra la sabbia. Una piastra forata o una pietra piatta appoggiata sopra impedisce che l’acqua versata scavi la sabbia. Versate l’acqua un secchio alla volta e lasciate riposare il filtro almeno un’ora, e non più di due giorni, tra un carico e l’altro. Quando il flusso diventa troppo lento, smuovete con il palmo, leggermente, solo lo strato più superficiale della sabbia, senza rimescolarla più in fondo, e togliete l’acqua sporca.

Giara di terracotta coperta su una base di pietra, con un mestolo appeso a un palo accanto Un coperchio, una base rialzata e un mestolo tengono mani e sporcizia lontane dall’acqua conservata.

Bollire e conservare. Bollite tutta l’acqua di una fonte dubbia prima di berla, anche se decantata e filtrata. Portatela a bollore pieno; i CDC consigliano di mantenerlo 1 minuto, o 3 minuti sopra i 2000 m circa. Lasciatela raffreddare coperta, poi versatela in una giara pulita a collo stretto con coperchio. Servitela con un mestolo pulito o versandola, mai immergendo un bicchiere o la mano.

Sicurezza. Bollire e filtrare agiscono sui germi, non sulle sostanze chimiche. Nitrati da letame e latrine, arsenico, fluoruro, piombo, sale, carburante e pesticidi restano nell’acqua, e l’ebollizione concentra i nitrati facendo evaporare l’acqua. Se una fonte può essere inquinata chimicamente, cercatene un’altra. Decantazione e filtro a sabbia non trattengono tutti i germi: bollite anche l’acqua. Tenete ogni latrina ad almeno 30 m dal pozzo e a valle, con il fondo della fossa almeno 1,5 m sopra la falda nel suo livello più alto, nella stagione delle piogge. L’acqua bollente ustiona: sistemate la pentola ben stabile e tenete lontani i bambini. Non scendete in un pozzo: sul fondo può mancare l’ossigeno e le pareti possono crollare, e una corda non protegge da nessuna delle due cose. Coprite ogni pozzo perché nessun bambino o animale possa cadervi.

Storia ed evoluzione

I pozzi più antichi datati con sicurezza si trovano a Cipro: a Kissonerga-Mylouthkia una canna scavata nel calcare intorno all’8400 a.C. raggiungeva l’acqua a 8 m.

L’acqua filtrata distribuita al pubblico nacque da un filtro sperimentale installato da una candeggeria scozzese nel 1804. Nel 1829 James Simpson, ingegnere della Chelsea Waterworks Company di Londra, mise in funzione una vasca filtrante di circa 0,4 ettari, di mattoni, ghiaia e sabbia, per l’acqua presa dal Tamigi.

Pompa stradale in ghisa su un selciato, con la lunga leva a terra ai suoi piedi Broad Street, settembre 1854: senza la leva, la pompa non si poteva più usare.

Nel 1849 John Snow sostenne che il colera viaggiava nell’acqua contaminata dalle fogne, mentre gran parte dei medici incolpava l’aria malsana. Quando l’epidemia colpì Soho il 31 agosto 1854, collegò i morti alla pompa di Broad Street: su 73 morti esaminati nelle strade vicine, 61 erano persone che ne bevevano l’acqua. La parrocchia fece togliere la leva l’8 settembre, quando il focolaio era già in calo. Un ecclesiastico del quartiere, Henry Whitehead, risalì poi all’origine probabile: un pozzo nero davanti al numero 40, in cui era stata gettata l’acqua dei pannolini di un neonato malato. Snow confrontò anche due compagnie che servivano le stesse strade: le case rifornite d’acqua presa a valle degli scarichi fognari di Londra ebbero circa 315 morti di colera ogni 10.000 case, contro 37 per la compagnia che attingeva a monte.

Nel 1908 Jersey City fu la prima città americana a clorare l’acqua in modo sistematico; il cloro che resta nell’acqua continua a proteggerla nelle tubature.


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