Conca di navigazione

Una scala d'acqua per le barche

Data
984
Epoca
Medioevo
Fase
III Mestieri e città
Difficoltà

Tavola

Legenda
  1. 1Porte di monte
  2. 2Stanga di manovra
  3. 3Paratoia e cremagliera
  4. 4Vasca
  5. 5Porte di valle
  6. 6Soglia

Anatomia

Caricamento della figura…

Una conca di navigazione è una vasca in muratura chiusa da porte alle due estremità, dove una barca sale o scende da un livello all'altro di una via d'acqua facendo entrare o uscire l'acqua. Compare in Cina nel 984, prende la forma moderna con le porte vinciane della Milano rinascimentale e ha permesso ai canali di superare colline e spartiacque.

Che cos’è

Un canale deve restare quasi in piano, perciò si costruisce come una serie di tratti orizzontali disposti a gradini, uno sopra l’altro. La conca è il gradino fra due tratti: una vasca in muratura appena più grande delle barche che accoglie, chiusa da porte alle due estremità. Con la barca dentro e le porte chiuse, l’equipaggio alza o abbassa l’acqua fino al livello del tratto successivo, poi apre le porte opposte.

Come funziona

Per salire, l’equipaggio svuota la vasca dalle paratoie di valle, apre le porte di valle, fa entrare la barca e chiude dietro di lei le porte e le paratoie di valle. Solo allora apre le paratoie di monte. L’acqua del tratto superiore riempie la vasca e solleva la barca; quando i livelli coincidono, le porte di monte si aprono senza sforzo. Per scendere si segue la stessa sequenza al contrario. Un passaggio richiede di solito dieci-venti minuti.

Una coppia di porte vinciane chiuse che formano una V rivolta verso l’acqua più alta I due battenti si incontrano in una V rivolta verso l’acqua alta, e la spinta di quell’acqua li stringe l’uno contro l’altro.

Ogni coppia di porte si chiude a V molto aperta, con la punta verso monte; ogni battente è inclinato di circa 18 gradi rispetto a una linea retta trasversale alla vasca. L’acqua più alta spinge i due battenti l’uno contro l’altro in punta e contro un gradino del fondo, la soglia. Più l’acqua è profonda, più la tenuta è stretta. Un battente largo 3 m con 2 m d’acqua in più da un lato che dall’altro sopporta una spinta di almeno 6 tonnellate, quindi nessuno può aprirlo finché i livelli non sono pari. Una lunga stanga su ogni battente dà la leva per manovrarlo.

Meccanismo a pignone e cremagliera su una porta di conca, con la manovella e una paratoia sollevata sopra l’acqua che sgorga La manovella fa girare un pignone, il pignone alza una cremagliera e la cremagliera solleva la paratoia.

L’acqua passa da paratoie, piccole saracinesche aperte nelle porte, oppure da condotti nei muri laterali, che riempiono la vasca più dolcemente. L’equipaggio le solleva con una manovella amovibile, e un nottolino le tiene alzate.

Ogni volta che la vasca si riempie e si svuota, uno strato d’acqua grande quanto il suo fondo e alto quanto il salto scende di un gradino. Per una conca stretta inglese lunga circa 22 m e larga 2 m con un salto di 2 m, sono all’incirca 90 tonnellate. Una barca che sale ne preleva un po’ di più dal tratto superiore, una che scende un po’ meno, perché anche lo scafo sposta acqua. Tutta quest’acqua finisce in basso: un canale che supera uno spartiacque deve quindi alimentare il suo tratto più alto, quello di valico, con fiumi e serbatoi attraverso canali alimentatori.

Su un pendio ripido le conche si susseguono in serie, separate da tratti brevi. In una scala di conche i tratti intermedi spariscono: le porte di monte di una vasca sono le porte di valle della successiva.

Come costruirla

Una conca vera è un’opera di ingegneria idraulica. Per capire la sequenza, costruite un modellino, poi imparate a passare una conca vera in barca.

Fare il canale. Sul tavolo basta una lunga cassetta di legno impermeabilizzata con vernice da esterni. In giardino, posate due file di blocchi di calcestruzzo su un letto in piano e rivestite il canale con un telo da laghetto. Dividetelo in tratto di monte, vasca e tratto di valle, con il fondo di monte qualche centimetro più alto e ogni parte controllata con la livella a bolla.

Montare porte e paratoie. La porta più semplice è un’asse che scorre in due scanalature. Per le porte vinciane, alle due estremità della vasca incernierate un battente di compensato a ciascun muro, in modo che ogni coppia si incontri a V verso l’acqua alta e poggi su un listello di legno fissato di traverso sul fondo. Praticate un foro in basso in ogni porta e copritelo con una piccola piastra scorrevole.

Mettere l’acqua. Alimentate il tratto di monte con un tubo da giardino, con una tacca di sfioro che ne fissi il livello. Date anche al tratto di valle, profondo qualche centimetro, uno sfioro verso il giardino o un secchio, perché mantenga il suo. Poi fate passare un blocchetto di legno gradino per gradino.

Su un canale vero. Lavorate con calma. Sollevate i parabordi laterali e indossate il giubbotto salvagente a bordo e sulla banchina. Tenete la barca con cime fissate a bordo da un capo, passate attorno a una bitta e riportate a bordo, con l’altro capo tenuto in mano e mai legato; filatele o recuperatele man mano che il livello cambia, perché una cima fissata può lasciare la barca appesa quando l’acqua cala. In discesa tenete la poppa ben avanti rispetto alla soglia; in salita tenete la prua lontana dalle porte. Aprite la prima paratoia solo a metà. Se la conca ha anche condotti laterali, aprite le paratoie delle porte solo quando sono sott’acqua; se ha soltanto quelle, apritele piano e seguite le istruzioni locali. Non lasciate mai la manovella sul suo perno e non mettete mai nessuna parte del corpo fra la barca e il muro.

Sicurezza. Una conca è acqua profonda e fredda, con pareti verticali e correnti forti; chi cade può essere risucchiato sotto una porta o schiacciato dalla barca. Sorvegliate sempre i bambini e teneteli lontani dal bordo e dai meccanismi. Una stanga che ruota o una manovella che sfugge possono rompere le ossa. Anche nel modellino un bambino piccolo può annegare: non lasciatelo mai pieno senza sorveglianza e svuotatelo dopo l’uso.

Storia ed evoluzione

Prima della conca esisteva un passaggio più semplice: un varco in una traversa, chiuso con assi. Togliendole, l’ondata portava le barche a valle; per risalire bisognava alarle controcorrente. Si sprecava molta acqua ed era pericoloso per i barcaioli.

Nel 984 Qiao Weiyue, funzionario addetto al trasporto dei cereali, fece mettere due porte a circa 76 m di distanza sul Grande Canale, presso Huai’an, in Cina: è la prima conca documentata.

In Europa una conca a bacino è attestata a Vreeswijk, nei Paesi Bassi, nel 1373, e una vera conca a vasca a Damme, presso Bruges, nel 1396. La conca di San Marco a Milano, terminata nel 1497, ebbe porte vinciane, un modello disegnato nelle carte di Leonardo da Vinci e spesso attribuito a lui.

Una scala di conche in pietra che sale un pendio fra i cipressi, ogni vasca aperta direttamente sulla successiva Una scala di conche: ogni vasca si apre direttamente sulla successiva.

Il Canal du Midi, opera di Pierre-Paul Riquet aperta nel 1681, collega l’Atlantico al Mediterraneo superando un valico a circa 190 m. Il tratto di valico vive dei torrenti della Montagne Noire, raccolti da canali alimentatori e accumulati dietro la diga di Saint-Ferréol, allora la più grande del mondo. A Fonserannes, vicino a Béziers, Riquet costruì una scala di otto vasche che supera circa 21 m; da quando fu costruito il ponte canale sull’Orb, fra il 1854 e il 1858, le barche ne attraversano solo sei.

Dove le conche sarebbero costate troppa acqua o troppo tempo, si costruirono poi ascensori per barche, come quello di Anderton in Inghilterra (1875), che solleva le barche di circa 15 m in due vasche di ferro che si fanno da contrappeso.


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